Ne parlerà con l'autore la giornalista Monica Forti
letture di Paola Rossi e Marco Sgarbi
Libreria Odradek
Via principe Eugenio 28, Milano
Mercoledì 27 giugno, alle ore 18.00
Presentazione di
Ost - Il banchetto degli scarafaggi
di Lorenzo Mazzoni
(Edizioni Melquiades)
Un eccentrico gruppo di ex spie dell’Est si riunisce nei fumosi locali della Petite Budapest, un piccolo ristorante nel cuore del quartiere di Montmartre gestito dal Baffo, un ungherese con la passione della scrittura. Qualcosa però accade, qualcosa che rompe un equilibrio che forse si era raggiunto. Il passato ritorna, brandelli intimi di vita trascorsa reclamano attenzione e impegno. Le spie devono tornare in azione. “Il signor Carl Hobsgel? - Chiese una voce nasale, in tedesco. Era una voce che Gutenberg non conosceva. Dopo tanti anni erano venuti a prenderlo? A chiedergli la restituzione dei suoi segreti?”
Edizioni Melquìades
http://www.edizionimelquiades.it/schedalibro.asp?lp_prod=12&lp_tip=1
Libreria Odradek
Via principe Eugenio 28, Milano
20155 Milano
02 314948
odradekmilano@tele2.it
Dagli stessi autori de "Il Sole sorge sul Vietnam" un secondo e-book di immagini e parole. Un viaggio lungo un mese, nel Laos, scandito da pensieri, sensazioni e fotografie.
"Eravamo a Hué, Vietnam, da diverso tempo. Avevamo visitato la Pagoda di Thien Mu, la Pagoda di Bao Quoc, la Pagoda di Tu Dam, la Pagoda di Chieu Ung, la Pagoda di Tang Quang. Avevamo visitato la Cittadella, avevamo visitato la tomba imperiale di Dong Khanh, la tomba imperiale di Tu Duc, la tomba imperiale di Thieu Tri. Ogni giorno andavamo a mangiare i pho migliori del Vietnam dalla signora Han, ogni sera camminavamo in silenzio nella città vecchia. Avevamo scattato foto ai bufali, ai bambini, ai soldati, avevamo buttato giù appunti per un reportage, avevamo bisogno di cambiare aria.
Il visto per il Laos fu una formalità. Ce lo fece avere in quattro giorni un ometto silenzioso che gestiva un'agenzia turistica dietro la Scuola Nazionale.
-Solo per qualche giorno.- ci eravamo detti.
Siamo rimasti un mese."
Mekong Blues, appunti confusi di un viaggio in Laos
Testo di Lorenzo Mazzoni - Fotografie di Tommy Graziani
Kult Virtual Press Editore
Scaricabile gratuitamente, liberamente, democraticamente:
http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=1063
"…conosciamo così poco della realtà. Il 95% di
tutto ciò che accade è troppo veloce o troppo lento,
troppo grande o troppo piccolo per essere percepito
dai sensi umani… in definitiva può essere considerato
un viaggio reale involontariamente immaginato."
Tom Robbins,
TACCHINO AIRSTREAM: NATO PER CORRERE
Il primo protagonista di Skinny Legs and All è un tacchino metallico su ruote. E’ il dono di nozze di Randolph Boomer Petway a Ellen Cherry Charles e consiste in un camper Airstream a cui sono stati applicati dei cosciotti metallici. L'Airstream è un modello di camper di fattura statunitense; è grigio scintillante e, contrariamente alla tradizione automobilistica, ha gli spigoli quasi inesistenti, particolare che gli dà una forte somiglianza con il dorso di un tacchino.
Gli sposini viaggiano lungo la spina dorsale del paese, da costa a costa; questo potrebbe far apparire il libro come un normale roadbook ma la trasformazione del camper in tacchino rende il viaggio reale pirotecnico e dissacrante già in partenza. Il tacchino automobilistico, commercializzazione del rito americano, guidato da Boomer e quindi appartenente ad una sfera umana del viaggio, porta l'equipaggio attraverso l'America e i grandi spazi. Rispetto ad altri oggetti mobili resi mitici dalla narrativa nord-americana (fra i tanti esempi la zattera che naviga le lente acque del Mississipi in Huckleberry Finn, la baleniera Pequod di MobyDick , le Hudson ultimo modello e gli autobus Greyhound in On The Road di Kerouac) il tacchino arrosto si presenta già come mito dalla sua comparsa sulla scena. E' un simbolo già costruito. Rimanda immediatamente alla festa sacra per ogni buon americano: il Giorno del Ringraziamento. Il tacchino è l'animale totemico per eccellenza e raccoglie intorno a se l'intera tribù, fa parte del bagaglio primitivo e pagano della società statunitense. Il tacchino Airstream è quindi parodia del rito nazionale in movimento, consacra e sbeffeggia la nazione attraversandola. Il tacchino è un microcosmo (come, per esempio, lo è la baleniera Pequod di Moby Dick, che naviga, guidata dalla riscossa dell'orgoglioso Ahab, in un oceano sconfinato e implacabile), lanciato in una folle corsa verso il sogno americano, guidato con sicurezza dalle solide mani da saldatore di Boomer verso New York, verso la sua riscossa personale per entrare nel cuore di Ellen Cherry.
Una volta arrivato nella "Grande Mela", dopo aver trasportato i due sposini attraverso la nazione, il tacchino a quattro ruote, da simbolo del rito americano in movimento, si consacrerà come opera d'arte. Il suo scopo è finito, il movimento è compiuto. Da parodia del rito in movimento diverrà, grazie alla semplicioneria dell'arte moderna, mito statico, lucidato e pulito per i visitatori della galleria. Boomer ignora di aver creato un mito; il tacchino lui l'ha fabbricato per conquistare Ellen e se ne va a New York con l'unico scopo di continuare a fare il suo lavoro, perché c'è sempre bisogno di bravi saldatori in una città tutta costruita col ferro.
Ma facciamo un passo indietro: attraversando il paese, il camper trasformato in volatile si ferma varie volte in soste di servizio e in paesi abitati da "genti di custodia bovina" eredi senza storia del mitico cowboy, quintessenza dell'eroe americano. Dopo una fuga improvvisa da una di queste comunità di vaccari, a causa di un diverbio fra Boomer e un nativo del luogo per una divergenza di vedute, i due sposini decidono di fermarsi per un picnic in una zona rocciosa. Siamo al confine fra tre stati del west: Wyoming, Idaho e Utah, fra i monti Wasatch. Gli sposini escono dalla pancia del tacchino, si dirigono verso le rocce e trovano una grotta. Qui lasceranno perdere il picnic e, eccitati e nascosti dalla società del consumo, faranno l'amore. Lasciando libero sfogo alle sue fantasie più selvagge, Ellen chiede a Boomer di pronunciare con lei il nome Jezabel; dopo un'iniziale riluttanza lui la asseconda e grida il sacro nome nel momento in cui raggiunge l'orgasmo. I due amanti crollano esausti e noi veniamo a conoscere i nuovi protagonisti del libro, voyeurs discreti e silenziosi di tutta la copulazione.
IL POTERE MITICO DELLA GROTTA
L'atto sessuale è stato consumato. I due sposini riposano in compagnia delle loro fantasie post-coitali. All'improvviso, strani rumori destano la loro attenzione. La sensazione che respirano è quella della percezione di qualcosa che riprende vita dopo un lungo letargo. La grotta (simbolo mitico che, dalle narrazioni orali dell'antichità, passando per il rifugio di Joe l'indiano descritto da Twain, fino ad arrivare ai giorni nostri, rappresenta una prova di iniziazione per l'eroe, ovvero l'addentrarsi nell'oscurità per sconfiggere le proprie paure) ribolle. Gli amanti, terrorizzati, fuggono dalla curiosità e dall'eventuale iniziazione e lasciano libero il campo a nuovi personaggi che, anche se impauriti, non possono scappare dalla grotta a causa della loro immobilità. Queste nuove presenze, che loro malgrado diventeranno eroi, sono un calzino viola sporco, appartenuto a Boomer fino all'atto d'amore, un raffinato cucchiaino da dessert un tempo posseduto da Ellen Cherry e una scatola di fagioli con carne di maiale comprata da Ellen in un banale supermarket di Seattle molto tempo prima di partire verso New York. Robbins ci lascia in compagnia dei loro pensieri e della loro staticità.
Ed ecco che dentro questa "natura morta postmoderna" compaiono con un balzo due nuovi oggetti: un bastone dipinto e una grossa conchiglia; sono loro che si sono risvegliati da un sonno durato quasi duemila anni, dopo aver sentito pronunciare il nome 'Jezabel' da Boomer e Ellen mentre consumavano il loro amplesso, probabilmente ispirato dalla presenza stessa di questi oggetti sacri.
Ma chi è Jezabel? Chi è questa donna il cui nome ha garantito l'orgasmo agli sposini e il risveglio degli oggetti?
Jezabel era un'antica regina che venerava
Proprio grazie ad un atto umano (l'atto d'amore nella grotta) si compie il risveglio degli oggetti di culto. Parlare dell'amore fra Ellen Cherry e Boomer non può quindi essere scisso dalla parallela "storia d'amore" fra Bastone Dipinto e Conchiglia Strombo e dall'attrazione che essi esercitano sui loro compagni (Cucchiaino, Calzino Sporco e Scatola di Fagioli) già alla loro prima apparizione.
I cinque oggetti sono ancora nella profondità della grotta. Solo i due strumenti sacri sono a conoscenza delle proprie potenzialità; ora, per poter uscire allo scoperto ed intraprendere il loro viaggio di ritorno, hanno bisogno dell'aiuto degli oggetti commerciali, poiché sono inconsapevoli del mondo esterno che li attende. Ed ecco che, nella grotta (ormai simbolo mitico per eccellenza), gli oggetti commerciali imparano la locomozione.
Gli oggetti consumistici che, sotto la guida degli oggetti sacri, sono riusciti ad apprendere la capacità di muoversi autonomamente, decidono di mettersi in viaggio, insieme ai due antichi maestri della locomozione, verso
I cinque oggetti non camminano come le persone, scivolano lentissimamente, senza farsi notare dagli umani, i quali vivono troppo velocemente per poterli vedere e, anche se li vedessero muoversi, non crederebbero o impazzirebbero.
A parte il modo differenziato di spostarsi, il carattere psicologico degli oggetti è trattato come se Robbins descrivesse gli stati d'animo di una normale persona in carne ed ossa. Gli oggetti rituali ignorano certi aspetti della vita moderna e sono pieni di filosofia, di buoni principi e di sapienza; sono stregoni tenutisi lontani per millenni dall'evolversi della società; possessori di un mito, attraversano l'America moderna proiettando sui paesaggi la loro esperienza nel Tempio, creando simboli sullo scenario rurale, sugli alberi dei boschi. Gli altri tre viaggiatori, gli oggetti consumistici, appartenuti, in un passato prossimo, a persone, conoscono quello che gli è stato possibile vedere prima della locomozione, quando venivano spostati da mani umane, indossati o tenuti stretti senza nessuna possibilità di opporre resistenza. Ecco perché ignorano certi aspetti e risvolti della società contemporanea mentre ne conoscono altri: tutto dipende dalla collocazione e dalla funzione datagli dal proprietario umano. Cucchiaino è emotiva: nonostante il suo nome maschile viene apostrofata come 'signorina', perché apparteneva ad Ellen e quindi ha conosciuto il lato emotivo e femminile della vita. E' stata prima in casa dei Charles, dove ha assorbito i discorsi moralistici e puritani del padre di Ellen e di zio Bud e, successivamente, nella casa di Ellen a Seattle; è stata uno dei pochi oggetti che lei si è portata dietro dopo la fuga da casa. Il Calzino apparteneva a Boomer e rappresenta il lato maschile, l'aspetto rude, grezzo, mancante di gusto e portato al menefreghismo. Scatola di Fagioli è neutro; fra gli oggetti consumistici è quello più saggio; non ha caratteristiche solo maschili o femminili perché la sua storia è un continuo essere spostato/a da uno scaffale all'altro per essere acquistato/a da Ellen e rimanere nella sua credenza per lungo tempo senza mai essere consumato/a; non ha perciò incamerato particolari aspetti psicologici di nessun essere umano ma ha appreso molto dai dialoghi fatti sugli scaffali con altri oggetti alimentari di consumo.
Quello che importa è che la locomozione rende il loro viaggio un viaggio fisico con una missione da compiere. Con candore e spirito d'avventura, si mettono in moto. Paradossalmente scoprono la frontiera alla rovescia, se ne vanno verso est, verso Gerusalemme, la città sacra per antonomasia, la città conosciuta millenni fa solo dagli oggetti sacri. Il punto zero è per tutti e cinque la grotta. In realtà non c'è una vera rottura con la poetica della nostalgia per la frontiera (la linea immaginaria e mobile che separa la parte colonizzata da quella detta selvaggia), semplicemente viene girata. Il richiamo alla vecchia frontiera, l'inseguimento di quella che appare una mitologia felice viene fatto verso est e non verso ovest. Il viaggio è continuo, è il frame interpretativo su cui si può leggere l'intera opera, ma viene stravolto dai particolari pirotecnici che fanno degli oggetti sacri e di quelli consumistici dei pionieri moderni. Il richiamo al west, alla frontiera, al rituale, è evidente, ma come in uno specchio tutto si riflette alla rovescia. La meta è Gerusalemme, al di là dell'Oceano Atlantico. Nessuna California li aspetterà alla fine del viaggio. D'altra parte, se gli oggetti sacri hanno una missione da compiere, tornare nell'antica terra di Palestina (come funzione simbolica e mitologica i due oggetti devono chiudere un cerchio), gli oggetti commerciali ignorano il sacro scopo, la loro è solo voglia di curiosare e scoprire parti del mondo finora sconosciute.
Il viaggio inoltre implica inevitabilmente che si affrontino delle prove di iniziazione, come ogni viaggio consacrato a mito prevede: prima Calzino viene rubato da un procione, sfilacciato, buttato in acqua, soccorso dagli altri oggetti; successivamente Scatola di Fagioli, che, trovato/a da una coppia di campeggiatori, viene scagliato/a via, si apre e rischia di marcire, grazie all'aiuto degli altri riuscirà a concludere il suo viaggio poiché lo/a salderanno in maniera esteticamente orribile ma con punti di sutura solidissimi.
I riti d'iniziazione, dicevamo, sono simboli del mito e superarli equivale ad andare avanti nella scoperta di se stessi e del mondo: più gli oggetti maturano e più lo spirito di solidarietà si concretizza.
Nella configurazione del viaggio i luoghi classici della narrativa on the road americana nella loro accentuazione mitica (ad esempio gli indispensabili motel nei libri di Sam Shepard) mancano, sostituiti da una descrizione di paesaggi e situazioni che affonda le sue radici dentro la parte più visionaria del movimento psichedelico degli anni '60. Contro lo stile dattilografico di un Kerouac o della prima e ingenua prosa beat, Robbins lascia da parte drugstore, spazi aperti, motel e altri elementi iconografici onnipresenti nelle opere di viaggio degli scrittori moderni americani.
Come in altri esponenti della nuova narrativa, in Robbins si noteranno messaggi nuovi di riforma sociale dentro ai consolidati meccanismi dell'immaginazione mitica, alle sue strutture, ai suoi percorsi; in pratica il libro abbraccia tali strutture senza variazioni od occultamenti. L'importanza di questo viaggio sta nel continuare a miticizzare, stravolgendoli, vecchi immaginari della cultura americana.
NORMAN GIROTONDO:
I cinque oggetti giungono a New York e trovano rifugio nei sotterranei della chiesa di San Patrizio, da dove osservano quello che succede in strada. Davanti a loro, nel piazzale, un uomo gira lentamente su se stesso con movimenti talmente impercettibili che sono difficilmente osservabili da occhio umano, soprattutto in una metropoli dove le persone sono alienate e poco interessate ad osservare il particolare delle cose e i loro ritmi sono velocissimi. Questo personaggio, con ogni clima e in ogni giorno (tranne il mercoledì pomeriggio per qualche oscuro motivo) si esibisce, senza apparente giustificazione, vestito di stracci, girando su se stesso. Norman, l'enigmatico girotondista al rallentatore, è colui che fa rincontrare Ellen e gli oggetti. Ellen, infatti, ha preso l'abitudine, nei giorni in cui non lavora (dopo che Boomer ha trionfato con il suo tacchino artistico e lei, pittrice piena di talento, veterana del gioco degli occhi, delusa e umiliata è finita a fare la cameriera al I&I, locale ebraico-palestinese ubicato di fronte al palazzo delle Nazioni Unite), di andarsi a sedere sulle scalinate della chiesa ad osservarlo. Norman, che stravolge qualsiasi distanza prossemica della cultura nord-americana, sta lì. Si può dire che in fondo il suo sia un movimento assolutamente statico, girando su se stesso attua una conoscenza di se, una specie di introspezione al rallentatore. Ellen lo capisce e ritiene che nel suo movimento vi sia qualcosa di artistico. Norman rappresenta la ricerca umana tesa verso il movimento degli oggetti. Ecco perché gli oggetti sono così ammaliati dal suo essere, ecco perché anche Ellen ne è così affascinata. Ellen è vicina agli oggetti, rappresenta una personificazione della Dea (gli oggetti sacri risvegliatisi credono proprio che lei li ricondurrà verso Gerusalemme e verso il Tempio). Ellen inconsciamente proietta sul ricordo degli oggetti commerciali il suo momento d'amore con Boomer alla grotta (ricordiamo i suoi quadri dei tre oggetti dimenticati e ricordiamo soprattutto che è stata lei, nella grotta, a supplicare Boomer affinchè la chiamasse Jezabel durante l'orgasmo). Norman diventa il loro anello di congiunzione; davanti alla velocità e all'alienazione moderna, lui si muove come un oggetto. Norman rifiuta anche il lato consumistico della sua arte: l'unica volta che Ellen gli mette dei soldi nella scatola che è ai suoi piedi le pare di leggere astio nei suoi occhi. Norman fa anche capire che la sua arte è incompatibile con la religione moderna fatta di soldi e blasfemia: quando il reverendo pubblicitario Buddy Winkler si mette sul sagrato della chiesa a fare i suoi comizi, con quelle sue sentenze sputate fuori con una voce che assomiglia al suono di un saxofono, se ne va, per non tornare più. Norman quindi rifiuta il lato maschile della religione; nella dicotomia fra oggetti sacri (rappresentanti del paganesimo) e il reverendo (che rappresenta il dogma) sceglie i primi, forse non può fare altro. In definitiva possiamo dire che Ellen Cherry e Norman Girotondo seguono il percorso verso la celebrazione della Dea.
Molte cose succedono dall'arrivo dei nostri eroi a New York: ci sono attentati nel locale dove Ellen lavora; Boomer scompare per poi rifarsi vivo tramite lettere che arrivano da Gerusalemme, dove pare stia costruendo una statua che dovrebbe rappresentare l'unione fra i due popoli in guerra; la timida signorina Cucchiaino si ritrova in un cassetto nella camera da letto della sua vecchia proprietaria insieme a sciocche mutandine e ad un vibratore che sembra uscito da un trattato sullo zen; Norman se n'è andato per sempre; Ellen ha intrallazzi amorosi con Spike Cohen, uno dei suoi datori di lavoro; i quattro oggetti ancora rinchiusi negli scantinati della chiesa di San Patrizio cercano di escogitare un piano per continuare il loro mitico viaggio; il reverendo Buddy amplifica le sue stupide ovazioni al Signore.
Sarà proprio Buddy che involontariamente diverrà il catalizzatore del viaggio, dopo che gli oggetti daranno fuoco alla cantina e dopo l'arrivo dei pompieri che, aprendo la porta dei sotterranei, faranno in modo che i nostri cinque eroi possano uscire in strada. In questa occasione, il reverendo catturerà Bastone Dipinto e Cucchiaino, tornata alla chiesa dopo un viaggio solitario iniziato con un tuffo dalla finestra dell'appartamento di Ellen Cherry e proseguito fra i rigagnoli delle fogne newyorkesi. Il reverendo li spedirà su un transatlantico diretto a Gerusalemme dove pure lui, per scopi che possiamo definire dinamitardi, è interessato ad andare.
Calzino, perso fra il fumo dell'incendio e il via vai sulla strada, rimane bloccato. Il suo viaggio è finito. Rimarrà nei sotterranei della chiesa per sempre. Si aggirerà nella cattedrale come uno spettro. E' entrato in un'altra dimensione, una dimensione leggendaria. La sua trasformazione è perciò da oggetto commerciale ad oggetto mitico. Cambia funzione, come il suo vecchio proprietario: Boomer, che nel corso della narrazione è diventato, da semplice saldatore, un artista in grado di rappresentare, con la statua di Pales, le origini comuni dei palestinesi e degli ebrei. Conchiglia Strombo e Scatola di Fagioli arrivano al mare, muovendosi acquattati per le strade buie della città. Una volta giunti al porto Conchiglia si presterà a diventare zattera; Scatola di Fagioli le salirà sul dorso. Con calma, sfidando le prime onde dell'oceano, i nostri eroi navigheranno verso
Analogamente alla prima parte del viaggio, quella dalla grotta a New York, dove la narrazione ha dato importanza solamente alle tappe che presentavano evidenti riti di iniziazione e alle descrizioni fatte dagli oggetti sacri ai loro compagni commerciali in modo che anch'essi conoscessero le origini del mito che affonda le radici in Palestina, anche di quest'ultima impresa vengono descritti solo certi flash. Se guardiamo ad esempio Moby Dick o Huckleberry Finn o, per rimanere più vicini ai giorni nostri, libri come On The Road, Rule of the Bone di Russel Banks e A Good Day to Die di Jim Harrison, dove la mobilità come componente della storia è di vitale importanza, scopriamo che la differenza essenziale sta nel fatto che in Skinny Legs and All il viaggio viene rappresentato in modo statico. Lo scopo del libro è la conoscenza ma, rispetto ai testi prima citati, viene data poca rilevanza alla mobilità intesa come puro e semplice spostamento fisico, sottolineandone invece l'interiorità e la spiritualità.
Intanto siamo arrivati al sacro giorno del tacchino e Salomè sta per iniziare la danza dei sette veli.
I clienti del locale I&I, come lobotomizzati, fissano con sguardo inebetito la danza di Salomè. Anche Ellen è presente e inizia a ricevere percezioni inusuali dai movimenti convulsi ed estasianti della danzatrice. Ellen, alla caduta di ogni velo, scopre pensieri che non pensava di poter formulare, pensieri sulla religione, sulla politica, sul denaro, sulla morte, sull'arte e sull'amore.
Cade l'ultimo velo ed Ellen Cherry esce in strada confusa, seguita da altri spettatori visibilmente scossi. Intanto Buddy entra nel locale e si trova davanti alla nudità della giovane Salomè, che ha appena terminato di danzare, immobile e ansimante in mezzo al palco. Il reverendo, vedendo in lei l'estremo affronto della perversione sessuale al bieco puritanesimo, le salta addosso con il chiaro intento di strangolarla e, finalmente, verrà freddato da un poliziotto, uno dei tanti fans maschi e pagani della danzatrice.
Intanto, Ellen, a forza di camminare confusa e con la testa tramortita da ragionamenti nuovi, è arrivata davanti alla chiesa di San Patrizio, nel punto esatto in cui Norman Girotondo si esibiva quotidianamente. La sua ultima domanda newyorkese riguarda il luogo in cui finiscono la saggezza e la bellezza una volta che se ne vanno da questo mondo. E così, più saggia e più "bella", partirà verso est anche lei, andrà a Gerusalemme, alla ricerca della sua frontiera: Randolph Boomer Petway, saldatore specializzato in grado di costruire miti artistici.
Ma dove sono arrivati intanto i quattro oggetti che hanno intrapreso la traversata transoceanica via mare diretti alla Città Santa?
I due oggetti di culto hanno compiuto il loro viaggio: il cerchio si è chiuso; sono tornati alla loro terra dopo aver imparato molte cose dal mondo reale contemporaneo (aspetto che li paganizza ulteriormente). Dopo essersi rincontrati si sono ufficiosamente installati nella Cupola della Roccia in attesa dell'avvento del Terzo Tempio.
Scatola di Fagioli, arrivato/a in Medio-Oriente arrugginito/a e in avanzato stato di decomposizione, ha scelto come tappa finale del suo viaggio un posto all'ombra sotto la statua di Pales. Nessun luogo sarebbe migliore dei piedi della scultura che rappresenta l'unione fra due popoli in lotta per un personaggio che, per tutta la narrazione, ha rappresentato l'unione fra il lato maschile e il lato femminile della società. Scatola di Fagioli sceglie quindi come "tomba" Pales, simbolo della complessità del suo essere.
Anche il viaggio fisico ed emotivo di Cucchiaino si compie. Verrà ritrovata da Boomer ai piedi della solita statua in un giorno di sole e riportata a casa, dove Ellen Cherry, la sua proprietaria, tranquilla e beata, aspetta amorevolmente il suo compagno, ritrovato dopo lungo tempo.
La complessità della trama e la peculiarità dei protagonisti ci fanno rendere immediatamente conto che i personaggi non sono solamente persone/oggetti ma rappresentano icone e virtù dell'immaginario americano. Ellen e Boomer rappresentano, a mano a mano che la storia si evolve, la ricerca dell'Amore con
Robbins fonde i personaggi con delle linee di forza e con dei movimenti che agiscono da soli nel corso della narrazione. I personaggi vengono ad incrociarsi in un gioco di riferimenti e autoriferimenti, di spinte, di interferenze; sembra tutto preordinato al fine di causare un immenso sconvolgimento che non avverrà. Il vero finale, che raccoglie il totale dell'esperienza, è di tipo interiore e non viene banalmente palesato alla fine dell'ultimo capitolo.
Robbins appartiene ad un'area culturale che, nonostante muova pesanti critiche agli ordinamenti culturali e sociali esistenti, riesce a mantenere una visione positiva del futuro. Non vengono mai rappresentate persone ordinarie o vite ordinarie ma personaggi straordinari. I passaggi particolarmente seri convivono con una parte umoristica e divertente; viene spesso sottolineato l'aspetto "cattivo" della realtà. Robbins cerca sempre di inserire un paradosso finale, di lasciare la storia sospesa.
L'autore non usa molto la satira ma l'umorismo poiché la prima è fine a se stessa, mentre il secondo, essendo autonomo, può essere inserito a piacimento; questo rende la trama inappropriata, blasfema, rende il testo maleducato.
Il deviante Robbins sceglie la coralità, che ci accompagna per tutto il libro, come processo narrativo. I protagonisti agiscono come se fossero comandati con forza da entità sacre e sconosciute. L'uso dei diversi punti di vista allontana Robbins da scrittori come Kerouac e dalla narrativa beat, che dà voce ad una collettività in movimento ma nella quale viene data particolare importanza solo agli stati d'animo dell' io narrante, mentre quelli altrui sono sempre filtrati dall'occhio deformante del protagonista. Skinny Legs and All in questo si accosta a una branca della nuova narrativa americana che procede scegliendo il pluralismo dei punti di vista e delle situazioni narrate (fra i tanti esempi Vineland di Thomas Pynchon e The Rules of Attraction di Breat Easton Ellis). E' una lezione presa in prestito dagli sviluppi della controcultura degli anni '60: dare importanza alla collettività, a tutti i punti di vista, a tutti i perché del viaggio e agli agenti chiamati in causa. La sostanziale differenza sta nel fatto che dove negli anni '50 e '60 il modello era organizzato sul 'particolare' come referente dell'universale, qui il senso dell'affresco irrompe dominante. L'immagine descritta non potrà perciò non essere distorta e aggressiva dal momento che tale sistema psichico sfugge al dominio.
Il libro procede incastrandosi tassello dopo tassello, come in un grande mosaico, e ogni tassello ha la sua grande importanza né più né meno degli altri. I sette veli, sette come quelli della danza di Salomè, la danzatrice avatar della dea Astarte, succedendosi, fanno sì che si dispieghi un lembo del quadro totale degli eventi, in armonia con la finale narrazione del capitolo conclusivo. Ogni capitolo viene preceduto da un preludio ambientato nella casa di mamma lupa. Non viene difficile raccogliere il richiamo alla leggenda di Romolo e Remo e, andando ancora più indietro, alla ricerca di simbologia mitica, al legame selvatico fra uomo e animale connesso al vivere in armonia con la natura, senza sconvolgerla. In qualche modo ancora lo spirito americano del rimorso che ritorna: un tassello anch'esso fra le tanti parte narrate nel libro.
Ma il vero problema dell'America è di ordine filosofico e morale. La vera religione, quella primordiale e pura, è misticismo. La religione dell'uomo contemporaneo uccide definitivamente questo misticismo poiché lo scopo degli uomini è politico e finalizzato al dominio. Basta guardare il reverendo Buddy Winkler, predicatore intollerante e fanatico, che giungerà a pianificare attentati contro la reincarnazione estatica della Dea.
C'è una precisa presa di posizione contro il conflitto armato come soluzione del problema palestinese. In questo, il libro rimane nel filone della soluzione basata sulla tolleranza e sul reciproco rispetto da parte dei due schieramenti religiosi. Un certo fatalismo fa affermare a Robbins che "
Contestualmente si inserisce in una rilettura degli eventi storici per così dire fra le righe. Tocchiamo con mano la realtà religiosa pre-cristiana e pre-ebraica, con la sua congerie di culti, dei e rivalità intestine, ponendo finalmente in luce il forte peso dell'aspetto femminile delle divinità e delle dee vere e proprie prima della presa del potere terreno e spirituale da parte dei patriarchi (i quali diverranno i misogini ebraici) che distruggono i templi delle altre divinità e, instaurando il loro culto, oscureranno il ricordo delle altre religioni, soprattutto quelle femminili.
Ultimo aspetto è quello del potere della danza della Dea, con la quale sprigiona la sua forza, insostenibile per gli esseri umani in generale e per gli uomini in particolare. Questo aspetto è di enorme rilevanza nel finale, una sorta di catarsi e di rivincita esplosa insieme alla danza, tesa a riequilibrare la situazione mondiale e che, di sicuro, ci lascia con la speranza di una riconciliazione tra i due sposini, entrambi diventati più saggi, a conferma che, nonostante tutto, sia per gli uomini sia per le donne (lato maschile e femminile, yin e yang se vogliamo) c'è sempre lo spazio per diventare più saggi. La saggezza e la bellezza, i due valori che avrebbero il potere di riscattarci dal marciume in cui l'occidente consumistico vive.
Il romanzo si chiude lasciando al lettore la speranza di una riconciliazione tra i due popoli stabiliti a Gerusalemme e nella Palestina.
Un lavoro arcaico. Fatto fra Bologna, Ferrara e Londra. Oggi come oggi merita il tempo che trova. Riproporlo non significa nulla o forse solamente che un tempo i b-movies avevano altra dignità rispetto alle porcherie che vengono propinate in questi giorni nelle sale cinematografiche. Oggi si fa b-movie con soldoni da grande produzione. Non c'è messaggio politico, non c'è indispensabile motivazione per girare un film in una settimana... oggi tutto muore, diventa remake. In questo lavoro parlo degli originali:
"L’obiettivo è quello di mettere in luce la continuità di fondo fra i nuovi codici di vita, teorizzati e divulgati dalla controcultura statunitense e dal cinema che la rappresenta, e i vecchi miti della cultura americana, attraverso la nascita e la conseguente evoluzione del Movimento underground dagli esordi negli anni ’50 alla scomparsa negli anni ’70.
Quello che ho voluto mettere in evidenza sono stati gli aspetti propriamente sociali del rapporto fra l’arte cinematografica americana e il fenomeno della controcultura. Il risultato atteso era quello di riuscire a tracciare una linea temporale ben chiara, che, rifacendosi direttamente alle tematiche alternative nate negli anni ’50 intorno alla Beat Generation (le pratiche comunitarie e pacifiste, la politica anarchica del gioco, la blanda rivolta degli allucinogeni, l’esaltazione del cattivo gusto), esplode e muore insieme al conflitto vietnamita. Finita la guerra, indebolito un Movimento che non trova più ragione di esistere, il cinema, sempre alla ricerca di nuovi soggetti e nuovi filoni, abbandona tali pratiche alternative una volta accortosi del loro esaurimento a livello commerciale, per cimentarsi a descrivere i nuovi stati d’animo nazionali degli statunitensi di metà anni ’70."
In questo lavoro si parla di Al Adamson, Howard Alk, Kenneth Anger, John Avildsen, Noel Black, John Cassavetes, Shirley Clarke, Roger Corman, John Douglas, Robert Frank, William Friedkin, Mike Gray, Stuart Hagmann, Monte Hellman, Dennis Hopper, Leonard Kastle, Ray Kellogg, Jack Kerouac, Robert Kramer, Mervyn LeRoy, Alfred Leslie, Jonas Mekas, Paul Morrissey, Ralph Nelson, Gordon Parks, Sam Peckinpah, Arthur Penn, Bob Rafelson, Ron Rice, George Romero, Richard Rush, Don Siegel, Donald Volkman, Andy Warhol, John Wayne, Paul Williams.
E di Alice's Restaurant (Alice's Restaurant, 1969), Berretti verdi (The Green Berets, 1968), Dolce veleno (Pretty Poison, 1968), Easy Rider - Libertà e paura (Easy Rider, 1969),Fragole e sangue (The Strawberry Statement, 1970), Gangster story (Bonnie and Clyde, 1967), Gas, fu necessario distruggere il mondo per poterlo salvare (Gas-s-s-s, 1971), I fucili degli alberi (Guns of the Trees, 1964), I killers della luna di miele (The Honeymoon Killers, 1970), I selvaggi (The Wild Angels, 1966), Ice (Ice, 1970), Il braccio violento della legge (The French Connection, 1971), Il mucchio selvaggio (The Wild Bunch, 1969), Il rivoluzionario (The Revolutionary, 1970), Il serpente di fuoco (The Trip, 1967), Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo (Dirty Harry, 1971), Joe (Joe, 1970), L'assassinio di Fred Hampton (The Murder of Fred Hampton, 1971), L'impossibilità di essere normale (Getting Straight, 1970), La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead, 1968), Milestones (Milestones, 1975), Ombre (Shadows, 1959), Pull My Daisy (1959). Satan's Sadists (Satan's Sadists, 1969), Scorpio Rising (Scorpio Rising, 1964), Shaft il detective (Shaft, 1971), Sogni perduti (Head, 1968), Soldato blu (Soldier Blue, 1970), Strada a doppia corsia (Two-Lane Blacktop, 1971), The Brig (1964), The Chelsea Girls - Le ragazze di Chelsea (Chelsea Girls, 1966), The Connection (1962), The Cool World (1964), The Edge (1968), The Flower Thief (1960), Trash - I rifiuti di New York (Trash, 1970)...
scaricabile gratuitamente e gratuitamente qui: http://www.tesionline.it/default/tesi.asp?idt=10858