"Il sole sorge sul Vietnam è la cosa più bella che ho letto negli ultimi tempi." F. Mazzucato (La Repubblica, 3 maggio 2005)
Ripropongo questo e-book, scritto e ideato a quattro mani con il fotografo Tommy Graziani, per riparare alle dimenticanze avute negli ultimi tempi. Il 30 aprile è stato il trentaduesimo anniversario della Liberazione di Saigon (oggi Ho Chi Minh Ville) e il 7 maggio il cinquantatreesimo anniversario della vittoria di Ðiện Biên Phủ a opera dei "ragazzi" di Giap sugli spocchiosi francesi.
Che cos'è Il Sole sorge sul Vietnam? E' un e-book di immagini e parole. Non un reportage giornalistico, non un diario di viaggio, non un racconto di fantasia, ma un insieme di tutto questo, miscelato e supportato da istantanee suggestive, per porgere un tributo ad un Vietnam contemporaneo e antico, fatto di luoghi, persone e storia.
Dall'introduzione:
Siamo arrivati in Vietnam mentre in Occidente arrivavano grida preoccupanti. La SARS stava facendo diventare gli aeroporti ospedali da campo e rendeva la gente fobica. La paura di morire era nell'aria. Siamo arrivati in Vietnam e abbiamo conosciuto un popolo in mascherina. Ai vietnamiti del sud non interessava molto della SARS. Mascherine contro il sole, contro l'inquinamento, contro l'aria. I vietnamiti ci sono piaciuti subito.
Siamo arrivati in Vietnam mentre l'Occidente bombardava l'Iraq, saccheggiava i musei di Baghdad, importava democrazia e libertà senza parsimonia. Su VT4, una rete televisiva vietnamita, le immagini in bianco e nero delle milizie vietcong si sovrapponevano a immagini colorate di soldati dell'esercito iracheno. Le scritte in vietnamita non le capivamo. Quelle in inglese sì. Dicevano: resistete.
Siamo arrivati in Vietnam nel Marzo del 2003 e siamo rimasti in quello straordinario Paese per più di due mesi. La nostra idea era quella di tornare a casa con abbastanza immagini e parole da fare un reportage. Le foto sono tante. Le parole di meno. I volti dei vietnamiti parlano da soli. Sono un popolo solare e orgoglioso. Sono un popolo che ha vinto. Un popolo che tenta di salvaguardare un suo patrimonio culturale e storico. Le città iniziano a subire il bislacco fascino dell'occidente ma la campagna vietnamita è immutabile. Trent'anni fa, da quella campagna, si levarono i battaglioni che accerchiarono Saigon. Un esercito di contadini stava per cancellare la presenza della più grande potenza militare del mondo.
Questo libro è dedicato a loro. Ai nobili contadini guerriglieri, alle donne che hanno sacrificato la propria giovinezza per scacciare l'invasore, al poetico Generale Giap, con le sue medaglie e i suoi libri di fiabe, al compagno Bih, ex partigiano, nostra guida nei bassifondi rurali di Ho Chi Minh Ville, a Anh, che cucina i migliori pho di Hué e forse di tutto il Vietnam.
Questo libro è dedicato al popolo vietnamita.
SCARICABILE GRATUITAMENTE E DEMOCRATICAMENTE QUI:

Il generale Vo Nguyen Giap, di cui Jean Lacouture ha scritto che è il "vero genio" della lunghissima rivoluzione vietnamita, è vice-primo ministro, ministro della difesa e comandante in capo dell'Esercito popolare della Repubblica democratica del Viet Nam del Nord. Nel 1954 fu il principale artefice della grande, scandalosa vittoria sui francesi a Dien Bien Phu, battaglia capitale a cui qui è dedicato un attento esame.
Questo libro, di cui Guevara dice che "riveste un'attualità permanente," è basato su una serie di articoli di natura politica e militare, e riveste un enorme interesse non soltanto in rapporto con i nume-rosi, cruenti e tumultuosi fatti che da decenni sconvolgono l'Asia, ma anche per una ragione di tipo generale: esso costituisce forse. accanto alla "Guerra di lunga durata" di Mao Tse-tung. la più completa trattazione in chiave strategica dei problemi di una guerra popolare nel mondo contemporaneo. Di questa considera le condizioni iniziali, i fattori politici, il ruolo dell'avanguardia armata, le norme che un esercito di liberazione deve seguire, le tecniche che vanno adottate per rendere la sconfitta dell'imperialismo inevitabile. E non a caso questo libro ha avuto e ha una grandissima diffusione in America Latina e in Africa, nei paesi risucchiati da profondi sconvolgimenti liberatori. Il primo saggio, di tipo storico-politico, è de-dicato a "La guerra di liberazione del popolo vietnamita contro gli imperialisti francesi e gli interventisti americani"; il secondo, che dà il titolo alla raccolta, è un vero e proprio trattato di tattica e di strategia militare (paragonabile a "La guerra di guerriglia" di Guevara, che difatti vi trovò conferma delle proprie teorie): il terzo, dedicato a " Le grandi esperienze del nostro Partito nella direzione della lotta armata." costituisce un fondamentale contributo all'analisi di questo problema che, com'è noto, resta centrale della strategia rivoluzionaria; finalmente, come s'è detto, viene ricostruita la fase estrema della lotta di liberazione ami-francese: un'anatomia di Dien Bien Phu, ricchissima di riferimenti alla situazione odierna. Oltre alle cartine illustrative, in questa edizione si aggiunge poi, in Appendice, un saggio del 1966 dedicato alle prospettive della guerra contro gli americani...
Il lettore ritroverà in questo volumetto, oltre che i segni della genialità di questo che è forse il massimo stratega del nostro tempo, il brivido delle grandi contese storiche, delle grandi e sacrosante violenze rivoluzionarie.
- Titolo dell'opera originale:
Guerre du peuple armée du peuple
(Copyright © 1961 Editions en langues étrangères, Hanoi)
- Titolo dell'Appendice
La situation militaire actuelle au Vietnam.
Données et perspectives
(Copyright © Hoc Tap, Hanoi, Le Courier du Vietnam, Hanoi)
- Traduzione dal francese
di Mario Antomelli
- Prima edizione italiana: febbraio 1968
- Seconda edizione: aprile 1968
Copyright by © Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano
Prefazione all'edizione cubana di Ernesto "Che" Guevara
Nota dell'editore vietnamita all'edizione in lingua francese (1961)
Il. Guerra del popolo esercito del popolo
Cartine:
1. La campagna di Diem Bien Phu
2. Svolgimento della battaglia di Diem Bien Phu
3. Situazione delle forze in presenza dopo la battaglia di Diem Bien Phu
Hanoi, capitale dopo la rivoluzione d’agosto del 1945.
Hanoi con i viali alberati, il suo caotico quartiere vecchio, i suoi artigiani e le sue sgraziate immagini da propaganda ortodossa.
Hanoi e il suo spettacolare Tempio della Letteraura, il suo lago circolare, il lago Hoan Kiem, il lago della spada restituita, verde e profumato.
Hanoi e il mercato di Dong Xuan, la pagoda a una colonna distrutta dai francesi nel 1954, ricostruita dai vietnamiti.
Hanoi e il quartiere vecchio, le case a galleria, con le facciate strette a nascondere stanze lunghissime, il quartiere vecchio e le 36 corporazioni, le 36 strade, i 36 mestieri, le ciotole di legno, le ciotole di porcellana, il pesce al forno, gli strumenti a corda, le spazzole, il mercato del riso, le tendine di bambù, i tamburi, il rattan, i mattoni, le erbe medicinali, il carbone, la canapa, i sarti.
Hanoi adagiata sulle sponde del Song Hong, il Fiume Rosso, dove il ponte Long Bien ancora resiste. Bombardato, rattoppato, bombardato, rattoppato. Anche il ponte, con orgoglio ha resistito. E resiste.
Hanoi e il teatro delle marionette.
Hanoi e i sarti che parlano tedesco. I motociclisti che parlano russo. I cuochi che parlano ungherese. Hanoi nostalgica postilla della Guerra Fredda.
Hanoi, bella e disperata.
Hanoi capelli neri e lisci, piedi scoperti, divise verdi.
Hanoi, il viale silenzioso. Il mausoleo dove riposa l’uomo che un giorno lontano disse: ‘resistete…. resistiamo…’
http://www.viaggiatorionline.com/news.asp?id=2692

Hanoi, di Tommy Graziani (Copyright 2007 by Tommy Graziani)
Un eccentrico gruppo di ex spie dell’Est si riunisce nei fumosi locali della Petite Budapest, un piccolo ristorante nel cuore del quartiere di Montmartre gestito dal Baffo, un ungherese con la passione della scrittura. Qualcosa però accade, qualcosa che rompe un equilibrio che forse si era raggiunto. Il passato ritorna, brandelli intimi di vita trascorsa reclamano attenzione e impegno. Le spie devono tornare in azione. “Il signor Carl Hobsgel? - Chiese una voce nasale, in tedesco. Era una voce che Gutenberg non conosceva. Dopo tanti anni erano venuti a prenderlo? A chiedergli la restituzione dei suoi segreti?”
Ost. Il banchetto degli scarafaggi
di Lorenzo Mazzoni
Edizioni Melquìades
ISBN 978-88-902667-7-5
http://www.edizionimelquiades.it/default.asp
http://www.edizionimelquiades.it/schedalibro.asp?lp_prod=12&lp_tip=1
http://www.edizionimelquiades.it/inlibreria.asp
Lineare e di semplice lettura, ma non certo semplicistico, il romanzo di Lorenzo Mazzoni presenta una narrazione efficace sia nei passaggi narrativi più impegnati sia nei paradossi che animano l’intero plot, forte di annotazioni descrittive ad effetto e di una tensione che avvince sul finale e dimostra ampiamente le potenzialità espressive di questo autore.
1. Lorenzo, Le andrebbe di spiegarci il titolo del suo romanzo: Il requiem di Valle Secca?