Lorenzo Mazzoni

Chi sono

Blogger: LorenzoMazzoni
Nome: Lorenzo Mazzoni
Nato a Ferrara nel 1974. Ho pubblicato i romanzi "Un tango per Victor" (La Carmelina Edizioni, 2008), "Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda" (Robin Edizioni, 2008), "Nero ferrarese" (disegni di Andrea Amaducci - La Carmelina Edizioni, 2007), "Ost, il banchetto degli scarafaggi" (Edizioni Melquìades, 2007), "Il requiem di Valle Secca" (Tracce, 2006), e gli e-book "Il sole sorge sul Vietnam", "Mekong Blues" (fotografie di Tommy Graziani), "Le bestie" e "Privilegi" (Edizioni Kult Virtual Press, 2005-07). Viaggio, ascolto, giro in bicicletta.

Categorie

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
giovedì, 31 maggio 2007

Il sole sorge sul Vietnam

Il Sole sorge sul Vietnam (Lorenzo Mazzoni e Tommy Graziani) -[KVP:EBooks]-

"Il sole sorge sul Vietnam è la cosa più bella che ho letto negli ultimi tempi." F. Mazzucato (La Repubblica, 3 maggio 2005)

Ripropongo questo e-book, scritto e ideato a quattro mani con il fotografo Tommy Graziani, per riparare alle dimenticanze avute negli ultimi tempi. Il 30 aprile è stato il trentaduesimo anniversario della Liberazione di Saigon (oggi Ho Chi Minh Ville) e il  7 maggio il cinquantatreesimo anniversario della vittoria di Ðiện Biên Phủ a opera dei "ragazzi" di Giap sugli spocchiosi francesi.

Che cos'è Il Sole sorge sul Vietnam? E' un e-book di immagini e parole. Non un reportage giornalistico, non un diario di viaggio, non un racconto di fantasia, ma un insieme di tutto questo, miscelato e supportato da istantanee suggestive, per porgere un tributo ad un Vietnam contemporaneo e antico, fatto di luoghi, persone e storia.

Dall'introduzione:

Siamo arrivati in Vietnam mentre in Occidente arrivavano grida preoccupanti. La SARS stava facendo diventare gli aeroporti ospedali da campo e rendeva la gente fobica. La paura di morire era nell'aria. Siamo arrivati in Vietnam e abbiamo conosciuto un popolo in mascherina. Ai vietnamiti del sud non interessava molto della SARS. Mascherine contro il sole, contro l'inquinamento, contro l'aria. I vietnamiti ci sono piaciuti subito.

Siamo arrivati in Vietnam mentre l'Occidente bombardava l'Iraq, saccheggiava i musei di Baghdad, importava democrazia e libertà senza parsimonia. Su VT4, una rete televisiva vietnamita, le immagini in bianco e nero delle milizie vietcong si sovrapponevano a immagini colorate di soldati dell'esercito iracheno. Le scritte in vietnamita non le capivamo. Quelle in inglese sì. Dicevano: resistete.

Siamo arrivati in Vietnam nel Marzo del 2003 e siamo rimasti in quello straordinario Paese per più di due mesi. La nostra idea era quella di tornare a casa con abbastanza immagini e parole da fare un reportage. Le foto sono tante. Le parole di meno. I volti dei vietnamiti parlano da soli. Sono un popolo solare e orgoglioso. Sono un popolo che ha vinto. Un popolo che tenta di salvaguardare un suo patrimonio culturale e storico. Le città iniziano a subire il bislacco fascino dell'occidente ma la campagna vietnamita è immutabile. Trent'anni fa, da quella campagna, si levarono i battaglioni che accerchiarono Saigon. Un esercito di contadini stava per cancellare la presenza della più grande potenza militare del mondo.

Questo libro è dedicato a loro. Ai nobili contadini guerriglieri, alle donne che hanno sacrificato la propria giovinezza per scacciare l'invasore, al poetico Generale Giap, con le sue medaglie e i suoi libri di fiabe, al compagno Bih, ex partigiano, nostra guida nei bassifondi rurali di Ho Chi Minh Ville, a Anh, che cucina i migliori pho di Hué e forse di tutto il Vietnam.

Questo libro è dedicato al popolo vietnamita.

 

SCARICABILE GRATUITAMENTE E DEMOCRATICAMENTE QUI:

http://www.kultvirtualpress.com/ebooks.asp?book=982 

postato da: LorenzoMazzoni alle ore 12:17 | link | commenti (7)
categorie:
mercoledì, 23 maggio 2007

Guerra del popolo. Esercito del popolo

copertina

Il generale Vo Nguyen Giap, di cui Jean Lacouture ha scritto che è il "vero genio" della lunghissima rivoluzione vietnamita, è vice-primo ministro, ministro della difesa e comandante in capo dell'Esercito popolare della Repubblica democratica del Viet Nam del Nord. Nel 1954 fu il principale artefice della grande, scandalosa vittoria sui francesi a Dien Bien Phu, battaglia capitale a cui qui è dedicato un attento esame.
Questo libro, di cui Guevara dice che "riveste un'attualità permanente," è basato su una serie di articoli di natura politica e militare, e riveste un enorme interesse non soltanto in rapporto con i nume-rosi, cruenti e tumultuosi fatti che da decenni sconvolgono l'Asia, ma anche per una ragione di tipo generale: esso costituisce forse. accanto alla "Guerra di lunga durata" di Mao Tse-tung. la più completa trattazione in chiave strategica dei problemi di una guerra popolare nel mondo contemporaneo. Di questa considera le condizioni iniziali, i fattori politici, il ruolo dell'avanguardia armata, le norme che un esercito di liberazione deve seguire, le tecniche che vanno adottate per rendere la sconfitta dell'imperialismo inevitabile. E non a caso questo libro ha avuto e ha una grandissima diffusione in America Latina e in Africa, nei paesi risucchiati da profondi sconvolgimenti liberatori. Il primo saggio, di tipo storico-politico, è de-dicato a "La guerra di liberazione del popolo vietnamita contro gli imperialisti francesi e gli interventisti americani"; il secondo, che dà il titolo alla raccolta, è un vero e proprio trattato di tattica e di strategia militare (paragonabile a "La guerra di guerriglia" di Guevara, che difatti vi trovò conferma delle proprie teorie): il terzo, dedicato a " Le grandi esperienze del nostro Partito nella direzione della lotta armata." costituisce un fondamentale contributo all'analisi di questo problema che, com'è noto, resta centrale della strategia rivoluzionaria; finalmente, come s'è detto, viene ricostruita la fase estrema della lotta di liberazione ami-francese: un'anatomia di Dien Bien Phu, ricchissima di riferimenti alla situazione odierna. Oltre alle cartine illustrative, in questa edizione si aggiunge poi, in Appendice, un saggio del 1966 dedicato alle prospettive della guerra contro gli americani...
Il lettore ritroverà in questo volumetto, oltre che i segni della genialità di questo che è forse il massimo stratega del nostro tempo, il brivido delle grandi contese storiche, delle grandi e sacrosante violenze rivoluzionarie.

 

- Titolo dell'opera originale:
   Guerre du peuple armée du peuple
   (Copyright © 1961 Editions en langues étrangères, Hanoi)

- Titolo dell'Appendice
   La situation militaire actuelle au Vietnam.
   Données et perspectives
   (Copyright © Hoc Tap, Hanoi, Le Courier du Vietnam, Hanoi)
- Traduzione dal francese
  di Mario Antomelli
- Prima edizione italiana: febbraio 1968
- Seconda edizione: aprile 1968
  Copyright by © Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano

Indice

Prefazione all'edizione cubana di Ernesto "Che" Guevara

Nota dell'editore vietnamita all'edizione in lingua francese (1961)

I. La guerra di liberazione del popolo vietnamita contro gli imperialisti francesi e gli interventisti americani (1945-1954)

Il. Guerra del popolo esercito del popolo

III. Le grandi esperienze del nostro Partito nella direzione della lotta armata e nell'edificazione delle forze armate rivoluzionarie

1

2

Cartine:

1. La campagna di Diem Bien Phu

2. Svolgimento della battaglia di Diem Bien Phu

3. Situazione delle forze in presenza dopo la battaglia di Diem Bien Phu

 

postato da: LorenzoMazzoni alle ore 18:50 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 15 maggio 2007

Song Hong

Hanoi, capitale dopo la rivoluzione d’agosto del 1945.

Hanoi con i viali alberati, il suo caotico quartiere vecchio, i suoi artigiani e le sue sgraziate immagini da propaganda ortodossa.

Hanoi e il suo spettacolare Tempio della Letteraura, il suo lago circolare, il lago Hoan Kiem, il lago della spada restituita, verde e profumato.

Hanoi e il mercato di Dong Xuan, la pagoda a una colonna distrutta dai francesi nel 1954, ricostruita dai vietnamiti.

Hanoi e il quartiere vecchio, le case a galleria, con le facciate strette a nascondere stanze lunghissime, il quartiere vecchio e le 36 corporazioni, le 36 strade, i 36 mestieri, le ciotole di legno, le ciotole di porcellana, il pesce al forno, gli strumenti a corda, le spazzole, il mercato del riso, le tendine di bambù, i tamburi, il rattan, i mattoni, le erbe medicinali, il carbone, la canapa, i sarti.

Hanoi adagiata sulle sponde del Song Hong, il Fiume Rosso, dove il ponte Long Bien ancora resiste. Bombardato, rattoppato, bombardato, rattoppato. Anche il ponte, con orgoglio ha resistito. E resiste.

Hanoi e il teatro delle marionette.

Hanoi e i sarti che parlano tedesco. I motociclisti che parlano russo. I cuochi che parlano ungherese. Hanoi nostalgica postilla della Guerra Fredda.

Hanoi, bella e disperata.

Hanoi capelli neri e lisci, piedi scoperti, divise verdi.

Hanoi, il viale silenzioso. Il mausoleo dove riposa l’uomo che un giorno lontano disse: ‘resistete…. resistiamo…’

http://www.viaggiatorionline.com/news.asp?id=2692

immagine

Hanoi, di Tommy Graziani (Copyright  2007 by Tommy Graziani)

postato da: LorenzoMazzoni alle ore 15:45 | link | commenti (9)
categorie:
domenica, 13 maggio 2007

DEUTSCHE DEMOKRATISCHE REPUBLIK

postato da: LorenzoMazzoni alle ore 14:50 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 07 maggio 2007

OST, il banchetto degli scarafaggi

Un eccentrico gruppo di ex spie dell’Est si riunisce nei fumosi locali della Petite Budapest, un piccolo ristorante nel cuore del quartiere di Montmartre gestito dal Baffo, un ungherese con la passione della scrittura. Qualcosa però accade, qualcosa che rompe un equilibrio che forse si era raggiunto. Il passato ritorna, brandelli intimi di vita trascorsa reclamano attenzione e impegno. Le spie devono tornare in azione. “Il signor Carl Hobsgel? - Chiese una voce nasale, in tedesco. Era una voce che Gutenberg non conosceva. Dopo tanti anni erano venuti a prenderlo? A chiedergli la restituzione dei suoi segreti?”

Ost. Il banchetto degli scarafaggi
di Lorenzo Mazzoni

Edizioni Melquìades
ISBN 978-88-902667-7-5

http://www.edizionimelquiades.it/default.asp
http://www.edizionimelquiades.it/schedalibro.asp?lp_prod=12&lp_tip=1
http://www.edizionimelquiades.it/inlibreria.asp

postato da: LorenzoMazzoni alle ore 11:35 | link | commenti (13)
categorie:
martedì, 01 maggio 2007

Per un raggio di sole tagliato, di Laura Caroniti

Recensione-intervista di LAURA CARONITI, apparsa su Lankelot (http://www.lankelot.eu/?p=1475)
Uno scenario grottesco e spiazzante, un paese inaridito e privo di qualsiasi cenno di natura, uomini e donne mutanti e avvelenati da uranio e inquinamento e una casta di burocrati che governano nascondendo un segreto capace di trasformare l’utopia in una sana normalità, questi gli ingredienti de Il requiem di Valle Secca, dello scrittore ferrarese Lorenzo Mazzoni edito per i tipi di Tracce, e questo è il mondo apocalittico dove vive Asdrubale, con i suoi 153 chili di adipe modificata e l’ironia disincantata che terrà compagnia tra le pagine di una storia a metà strada tra una favola metropolitana di denuncia ecologica e una storia d’amore di fattura classica con la bella Teodora dagli occhi allungati chirurgicamente.
 
Tra punk drogati, l’ insopportabile vicino di casa Eusebio dedito a continui lavori di manutenzione domestica e l’amico Valchirio alle prese con Il Capitale, Asdrubale per amore e speranza si troverà costretto a fronteggiare una lotta, contro il Dirigente Numero 3 e i suoi irriducibili dipendenti eletti, per salvare una margherita e forse l’intera Valle.

Lineare e di semplice lettura, ma non certo semplicistico, il romanzo di Lorenzo Mazzoni presenta una narrazione efficace sia nei passaggi narrativi più impegnati sia nei paradossi che animano l’intero plot, forte di annotazioni descrittive ad effetto e di una tensione che avvince sul finale e dimostra ampiamente le potenzialità espressive di questo autore.

1.      Lorenzo, Le andrebbe di spiegarci il titolo del suo romanzo: Il requiem di Valle Secca?

Il libro parla di questa località, Valle Secca appunto, non segnata in nessuna carta geografica ma tristemente assomigliante ai terribili e reali sobborghi industriali di tante città. A Valle Secca vigono l’ordine, l’inquinamento, le deformazioni genetiche, la non voglia di vivere… poi, grazie alla “sempreverde” forza dell’amore, il protagonista e la sua corte dei miracoli decidono che è ora di riprendersi la rivincita e così per la vecchia Valle Secca reazionaria è l’inizio della fine… un costante requiem surreale accompagna per tutto il libro questa caduta libera dell’inquinamento e dell’oppressione… ovviamente il requiem è inteso come qualcosa di metaforico.
2.      Un’ironia di fondo taglia il plot del racconto, sembrerebbe quasi che da autore si diverta a prendersi gioco dei suoi personaggi…
 
Sì, è verissimo, mi prendo gioco di loro, mi diverto, mi fanno divertire e sorridere. L’ironia del Requiem agisce su due linee diversificate. C’è l’ironia disincantata degli anti-eroi buoni e c’è l’ironia dissacrante usata per descrivere i cattivi della storia. Nonostante l’esagerazione dei caratteri e l’ambientazione surreale, il Requiem descrive una situazione terribile e fin troppo reale, sto pensando alle decadenti città industriali dell’Ucraina e della Siberia o, senza andare così lontano, al petrolchimico che confina insieme ai suoi veleni con Ferrara, la mia città, lasciandoci come ricordino uno dei tassi di cancro ai polmoni più alti di tutta la Nazione. Credo che se avessi usato un registro più cupo, serio, l’effetto sarebbe stato molto minore. Voglio far sorridere, ma questo non significa che voglia dire che il libro vada preso con leggerezza, anzi, credo che ogni scena delirante e rocambolesca descritta nel Requiem porti poi alla riflessione.
 
3.      Eco di romanzo metropolitano e surreale, un’occhieggiare alla politica e un’atmosfera da gioco di ruolo settato sul futuro: il Suo romanzo a tratti ha del pastiche letterario: come ha equilibrato i diversi richiami narrativi che compongono il testo?
 
Grazie ad Asdrubale, il protagonista. E’ lui che con i suoi gesti e le sue riflessioni filtra le varie componenti del libro. Ho scritto il Requiem per poter partecipare ad un concorso letterario. Esigevano un massimo di 90 cartelle e io non avevo nulla di pronto, solo due libroni di 150 cartelle. Così mi sono messo a scartabellare fra appunti sparsi, note scarabocchiate in agende, ho letto libri di Kapuscinski, pensato a strambi aneddoti della mia quotidianità e della mia infanzia… insomma le fonti erano svariate, serviva un filo conduttore e Asdrubale si è trainato dietro tutti questi pensieri volanti.
 
4.      E Patty Pravo che domina ignara?
 
Credo che Patty Pravo rappresenti con la sua voce e soprattutto con le sue movenze il simbolo della femminilità più eterea. Mi sembrava una figura azzeccata per diventare l’eroina di Asdrubale, 153 chili di ciccia e una grazia da elefante. Un contrasto irresistibile. Inoltre i testi delle canzoni di Patty sono perfetti nell’accompagnare i primi sintomi di vita del sesso di Asdrubale… non mi vengono in mente canzoni più azzeccate di Pazza Idea per descrivere la prima erezione del protagonista.
C’è poi da dire che, mentre scrivevo la stesura finale del libro, un vecchio LP di un live di Patty girava senza sosta. E’ stato quasi l’unico accompagnamento musicale di tutta l’elaborazione del Requiem… è stato molto importante, fondamentale. L’unica cosa che potevo fare per sdebitarmi era di regalarle una copia del romanzo. La mia compagna è riuscita a farlo avere ad uno dei suoi musicisti dopo un concerto… spero che lo abbia letto, che le sia piaciuto e che non mi citi in giudizio per aver estrapolato brani delle sue canzoni senza aver avuto nessuna autorizzazione.
 
5.      Quali difetti strutturali riconosce al Suo libro?
 
Il Requiem, come ho detto, è stato concepito per partecipare ad un concorso letterario, il numero di cartelle massime doveva essere di 90 perciò la storia si è dovuta sviluppare in quel margine di spazio. Ultimamente sto migliorando, ma all’epoca non ero così bravo a strutturare una storia breve. In certi tratti è troppo veloce. La rapidità è certamente anche la sua forza, ma delle volte le accelerazioni sono troppo forzate, lo rendono un po’ rozzo… per il resto credo che raggiunga il suo scopo di favola surrealista che vuole far ridere ma soprattutto riflettere.
 
6.      Cosa ne pensa del mercato editoriale di oggi e della politica delle piccole/medie case editrici? Su quali scogli un giovane autore rischia di incagliarsi?
 
E’ una disfatta… nel senso che la gente legge poco, pochissimo, soprattutto il cartaceo e soprattutto quei libri o giornali dove, in copertina, non ci sono seni siliconati o profili di giocatori di calcio. Le piccole case editrici difficilmente hanno una buona distribuzione e difficilmente riescono a pubblicizzare a sufficienza i propri cataloghi, inoltre sono troppe… è paradossale che in un Paese dove la lettura è stata superata come passatempo anche dal gioco dello Shangai, ci siano così tante case editrici. I risultati spesso sono scadenti: i piccoli editori hanno bisogno dei “contributi” degli autori per sopravvivere e pubblicano tutto, anche se quello che gli viene presentato è spazzatura. Troppi libri che nessuno legge. Dal mio punto di vista ci vorrebbero selezioni più severe e la reale convinzione di puntare su pochi prodotti (mi scuso per il termine orrendo), ma di buona qualità. Un giovane autore rischia di incagliarsi in un editore che non lo sosterrà mai, che terrà le 500 o 1000 copie in magazzino e che non spingerà concretamente per provare a farlo emergere… non voglio fare di tutta un’erba un fascio, però in quasi quattordici anni di rapporti con l’editoria italiana le sorprese positive sono state veramente poche. Apprezzo molto quei piccoli editori che puntano sulla qualità scegliendo giovani che non scrivano le solite trite e ritrite storie di sesso-droga-rock’n'roll, ma libri pieni di “Storia&Fantasia” e che puntino alla traduzione di autori stranieri non essenzialmente americani e non essenzialmente famosi. Ci sono tante letterature nel mondo e forse conoscerle un po’ di più potrebbe farci riappassionare alla lettura. Sana vecchia lettura.
 
7.      Come procede l’attività di promozione del libro? Ha in cantiere delle presentazioni in alcune librerie della penisola?
 
Il libro è stato presentato diverse volte a Ferrara, dove vivo, e a Bologna, grazie ad un’associazione culturale che ha voluto mettere in scena “lo spettacolino surreale di Valle Secca”. Sta partecipando a tre concorsi nazionali di opere edite, inoltre è stato ben recensito su diversi siti letterari e su qualche quotidiano. L’editore si è mosso in modo a mio avviso un po’ bizzarro, nel senso che ha preferito una distribuzione più capillare nel sud Italia e nelle isole piuttosto che al nord, dove io, signor nessuno, ho molti più contatti. Ci sono in ballo presentazioni a Torino, Forlì, Livorno, Roma, Modena e si sta cercando di organizzare un mini tour della Sicilia (Siracusa, Catania, Palermo)… spero che la cosa vada in porto perché mi piacerebbe moltissimo tornare in Sicilia accompagnato dal mio libro.
 
8.      Pensa di bissare l’esperienza scrittoria?
 
Beh, è in via di pubblicazione un nuovo romanzo con Robin Edizioni (dalla piccola alla media editoria…), uscirà l’anno prossimo e ne sono orgoglioso. E’ un libro molto più strutturato del Requiem, un libro itinerante fra Ferrara, la Maremma, Parigi, Hurghada e Istanbul, è un libro che racconta i luoghi dove ho vissuto e che ho osservato viaggiando… non parlerà di me, ma di vichinghi, mercenari, appaltatori edilizi, chiromanti, suonatori di strada, fatine dalla erre moscia… speriamo…
 
Grazie, Lorenzo.
Copyright 2007 by Laura Caroniti
postato da: LorenzoMazzoni alle ore 10:49 | link | commenti (17)
categorie: